Barney Girden era un americano di Stonington in Connecticut e inventava cose. Addirittura nel 1929 aveva brevettato uno snorkel per nuotatori, così per respirare non dovevano più girare la testa ad ogni bracciata. Nulla a che fare con la subacquea, che invece parecchio tempo dopo lo vide impegnato nella creazione di diversi aggeggi, spesso ingenui, giustificati solo dall'inesperienza di quei tempi.
Uno di questi era il fucile a siringa dei primi anni "50 chiamato "Squidgun, ossia il fucile-calamaro. Ispirato al sistema di caccia dei calamari, era costituito da un lungo tubo con all'interno uno stantuffo. Tirando la maniglia diventava una pompa aspirante, in grado di risucchiare contro la volata il pesciotto tanto imbranato da farsi avvicinare a pochi centimetri: a quel punto il cacciatore premeva un grilletto per fare scattare una coppia di artigli (i tentacoli del calamaro) che afferravano il malcapitato. La preda veniva presa in massima sicurezza, rimarcava l'inventore, evitando tutti i rischi per sé e per chi si trovava nelle vicinanze derivanti dall'utilizzo dei comuni fucili, capaci di lanciare lontanissimo una freccia con in cima la crudele fiocina o il micidiale arpione. Resta un dubbio sui possibili carnieri, data la probabile scarsità anche allora di prede disposte a farsi aspirare.
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